TFA: in cosa consiste e qual è il suo futuro

TFA è sempre stata una sigla magica, che indicava la tanto richiesta abilitazione all’insegnamento. Ma oggi le cose stanno cambiando: vediamo meglio in cosa consiste e cosa succederà nei prossimi mesi.

Cos’è il TFA e come si diventa insegnanti abilitati

Si tratta di un Tirocinio Formativo Attivo, un vero e proprio corso universitario con obbligo di frequenza, di 1500 ore con 60 CFU: concretamente fornisce la formazione e l’abilitazione per la professione di docente. Ma è anche a numero chiuso, per cui preceduto da un test preselettivo per classe di concorso: chi supera questo esame accede all’anno di corso e dovrà poi sostenere una prova finale per ottenere effettivamente il titolo.

Può presentare la domanda di ammissione chi ha:

  • una laurea del vecchio ordinamento riconosciuta dal d.m. 39/98, con eventuali CFU da aggiungere;
  • una laurea del nuovo ordinamento specialistica o magistrale riconosciuta dal d.m. n. 22/2005, con eventuali CFU da aggiungere;
  • un diploma ISEF
  • chi ha seguito la SISS, e non deve sostenere quindi il test di accesso
  • docenti già di ruolo, che vogliono abilitarsi per una diversa classe di concorso

Prospettive del TFA

Con la Riforma della scuola ci sono stati cambiamenti di rotta anche per quanto riguarda le modalità di conquista dell’abilitazione all’insegnamento: la Ministra Giannini punta infatti a cambiare il sistema rendendolo più agile, rapido e aperto ai giovani.

Nello specifico:

  1. Con questo nuovo iter si dovrà avere una laurea specialistica comprendente 24 CFU relativi a discipline dell’ambito antropo-psico-pedagogico, qualunque sia il settore di insegnamento desiderato.
  2. A questo punto si affronta il concorso nazionale, che diventa a numero chiuso e biennale, per arginare il fenomeno del precariato.
  3. Chi supera la prova diventa docente, ma la qualifica “di ruolo” si otterrà solo dopo un contratto triennale retribuito.

Si punta così a ridurre il personale precario e ad abbassare l’età media degli insegnanti, dai 50 ai 30 anni.
Ma per cambiare un sistema così complesso, e ancora funzionante, servirà molto tempo e deve essere quindi considerato l’attraversamento di una fase transitoria, in cui tener conto di coloro che sono già in possesso di abilitazione, che non hanno partecipato o non hanno superato il concorso, e coloro che già in possesso del titolo di studio sono in attesa del III ciclo TFA.

Proprio su questo si dibatte in questi giorni, aspettando indicazioni più puntuali su quando verrà fuori il bando e quando partirà questo nuovo ciclo: certo è che ci sarà un nuovo corso di TFA, ma probabilmente dovremo aspettare l’anno nuovo per saperne di più.

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