Le strategie didattiche più innovative e meno utilizzate a scuola – seconda parte

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In questo articolo proseguiamo il discorso sulle strategie didattiche innovative che possono favorire il processo insegnamento-apprendimento che, come ho accennato prima, rispetto ai metodi europei, nella nostra realtà scolastica, si è “cristallizzato” provocando una battuta d’arresto nella crescita scolastica degli studenti.

Abbiamo già elencato alcune delle ultime metodologie, ora vediamo quali sono le altre possibili strategie didattiche innovative che si possono applicare nel processo di insegnamento.

4. Brain Storming

La “Tempesta nel cervello” è una strategia che consente di far emergere le idee dei membri di un gruppo che vengono poi analizzate e criticate.

Gli obiettivi sono:

  • la capacità di produrre molte idee;
  • l’interazione fra gli studenti;
  • l’interazione dello sforzo di ciascuno con quello di un altro;

Le azioni si possono così schematizzare:

  1. la definizione e la scomposizione del problema;
  2. l’identificazione degli interventi da attuare per la risoluzione del problema;
  3. la produzione di nuove idee;
  4. la decisione e la valutazione delle idee;
  5. la stesura di un verbale in cui le idee vengono valutate con la classe e il contesto in cui si è verificato il problema.

Lo scopo è migliorare la creatività in quanto si vuole far emergere il più alto numero di idee fattive e realizzabili per la risoluzione del problema. Favorisce, inoltre, l’abitudine a lavorare in un team e a rafforzarne le potenzialità.

5. Problem Solving

È l’insieme dei processi per analizzare, affrontare, e risolvere positivamente situazioni problematiche.

Gli obiettivi sono:

  • cercare la responsabilità di una situazione problematica per velocizzare la risoluzione del problema;
  • trovare la soluzione e rendere disponibile una descrizione dettagliata del problema e del metodo per risolverlo;
  • anche se non si trova la soluzione è comunque importante dettagliare bene il problema e descrivere accuratamente i passi da seguire affinché il problema si ripresenti.

Lo scopo è migliorare le strategie operative per raggiungere una condizione desiderata a partire da una condizione data.

6. E-Learning

Detto anche teledidattica, è un settore applicativo della tecnologia informatica che utilizza il complesso delle tecnologie di internet (web, e-mail, streaming video, ecc…) per distribuire on-line i contenuti didattici multimediali.

Gli obiettivi rispecchiano le quattro principali caratteristiche della formazione on-line:

  1. Modularità: il materiale didattico deve essere composto da moduli didattici, detti anche Learning Object (LO), in modo che l’utente possa dedicare alla formazione brevi lassi di tempo (15-20 minuti), personalizzando così tempi e modalità di approccio ai contenuti;
  2. Interattività: l’utente deve interagire con il materiale didattico che deve rispondere efficacemente alle necessità motivazionali dell’interazione uomo-macchina;
  3. Esaustività: ogni LO deve rispondere ad un obiettivo formativo e portare l’utente al completamento di tale obiettivo;
  4. Interoperabilità: i materiali didattici devono essere predisposti per poter essere distribuiti su qualsiasi piattaforma tecnologica per garantire la tracciabilità dell’azione formativa.

La componente base dell’E-Learning è la piattaforma tecnologica (Learning Management System o LMS) che gestisce la distribuizione e la fruizione della formazione. Tutte le informazioni sui corsi e sugli studenti sono registrate nel database della piattaforma: tale caratteristica permette di accedere alla propria offerta formativa direttamente da qualsiasi pc collegato ad internet.

L’Aula Virtuale è la metodologia didattica che permette l’interazione sincronica tra utenti; gli strumenti come le chat, lavagne condivise e videoconferenze favoriscono la comunicazione immediata. Il Tutor è la figura centrale di questa metodologia didattica a cui gli studenti possono fare riferimento.

Lo scopo è potenziare la formazione permanente degli studenti. La metodologia didattica dell’E-learning è usata soprattutto all’università specie per coloro che non hanno la possibilità di seguire le lezioni in presenza e, quindi, possono sfruttare le lezioni a distanza.

Da recenti studi è stata evidenziata una certa stanchezza della realtà scolastica italiana a causa della “cristallizzazione” del sistema di apprendimento nelle nostre scuole che può essere risolta con l’applicazione di tali metodologie didattiche innovative, già attuate all’estero, per favorire un’evoluzione vera e propria nel processo insegnamento-apprendimento e, inoltre, bisogna favorire anche una maggiore comunicazione tra insegnanti e studenti in quanto questi ultimi vogliono essere parte attiva all’interno della lezione e non sentirsi più “emarginati” dalla scuola stessa.

a cura del Prof. Avv. Vincenzo Filiberti

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