Rientro a scuola a gennaio 2022: i pareri sono discordanti

Prima del 3 gennaio 2022 non sarà possibile determinare con esattezza la necessità o meno di prolungare le vacanze di Natale ed eventualmente ricorrere alla didattica a distanza.

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La crescita della curva dei contagi in questo senso non lascia ben sperare. Governo e Ministero della pubblica Istruzione concordano che si possa rientrare in sicurezza nelle date prestabilite. Come da calendario dal 7 al 10 gennaio in base a quanto stabilito in autonomia da ogni regione ad inizio anno.

Bianchi professa ottimismo: “Prima della chiusura festiva avevamo un numero di bambini positivi molto controllato, 0,5% su un totale di 8 milioni: avevamo una situazione controllata.Che vi siano aumenti è possibile, e stiamo lavorando tenendo conto di questa possibilità. La scuola resta il posto più controllato, sui cui abbiamo la massima di attenzione“.

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Le Asl, invece, guardano con preoccupazione alla curva dei contagi e temendo una situazione ancora più grave rispetto a quella ufficiale. “Il dato potrebbe essere anche sottostimato – spiega Sara De Nitto, referente Covid scuole Dipartimento di prevenzione della Asl – continuano ad arrivare in queste ore segnalazioni precedenti alla chiusura degli istituti e delle segreterie per via delle Feste di Natale. Questo significa – aggiunge – che ci sono casi in più e che la circolazione del virus continua ad essere significativa nelle classi“. Leggi qui !

Restano prudenti i presidi, convinti che il ritorno a scuola in queste condizioni sarebbe tutt’altro che agevole.

Il presidente nazionale dei presidi Antonello Giannelli: “Andrebbe introdotto l’obbligo di tampone per il personale scolastico esente, cioè esonerato dalla vaccinazione anti-covid.I contagi crescono esponenzialmente. Le scuole vanno messe in sicurezza attraverso l’attuazione di un piano generale di screening, che garantisca un monitoraggio continuo della salute della popolazione scolastica, intesa come studenti e personale, esenti inclusi”.

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