Ricostruzione di carriera e validità delle supplenze brevi

docente che fa ricostruzione di carriera con supplenze brevi

Accettare le supplenze brevi e temporanee spesso rappresenta un approccio al mondo della docenza faticoso e, a volte, anche economicamente poco conveniente: basti pensare che si può essere chiamati per pochi giorni in località distanti da casa che costringono a spostamenti onerosi.

Le supplenze brevi

Di solito, infatti, si accetta l’incarico spinti dalla volontà di incrementare il proprio punteggio, piuttosto che dalla prospettiva del guadagno stipendiale.

In questo contesto vogliamo comunque precisare che accumulare 180 giorni di servizio in un anno scolastico – oppure lavorare in maniera continuativa dal 1 febbraio fino al termine degli scrutini – significa, a tutti gli effetti, aver prestato un anno intero come docente, con la conseguenza che questo periodo sarà utile, una volta avuto il contratto a tempo indeterminato, per la ricostruzione di carriera.

La ricostruzione di carriera

La ricostruzione di carriera serve per definire il trattamento economico spettante  al momento dell’immissione in ruolo e, attraverso il sistema degli scatti di anzianità e dei rinnovi contrattuali per  la parte economica, anche quello che si verrà a determinare nel futuro. Inoltre, calcolando l’esatto ammontare degli stipendi, si stabiliscono anche le ritenute previdenziali corrispondenti che formeranno la pensione.

Superato il periodo di prova, la domanda per ottenere questo riconoscimento va presentata alla scuola di titolarità, accompagnata dalla dichiarazione dei servizi.

Attenzione passati 10 anni dal decreto di conferma in ruolo subentra la prescrizione!

Il diritto, invece, a percepire gli arretrati derivanti dalla ricostruzione stessa va in prescrizione dopo cinque anni. A questo punto il servizio pre-ruolo verrà valutato interamente nei primi quattro anni sia per i fini giuridici che per quelli economici; eventuali altri anni saranno valutati due terzi ai fini giuridici ed economici, un terzo ai soli fini economici.

Una volta ottenuto il decreto dalla Ragioneria dello Stato questi periodi serviranno a stabilire la fascia stipendiale, determinando un aumento quando fanno scattare una fascia superiore ed attribuendo al lavoratore i relativi arretrati.

di Fabiola Ortolano

Ti è piaciuto il nostro articolo?

Per continuare a rimanere aggiornato su tutte le novità del mondo del lavoro nelle scuole, iscriviti alla nostra newsletter cliccando qui e metti mi piace alla nostra pagina di Facebook. :-)




    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *