Personale Ata, smart working al 50% con turni a rotazione

scuola in attesa di decisioni del governo su concorso ordinario e precari

Anche la scuola è interessata dalla possibilità di effettuare smart working. Con la didattica a distanza, gran parte dei professori stanno sperimentando questo metodo di insegnamento. Ma ci sono anche altre figure professionali all’interno del mondo della scuola che hanno la possibilità di lavorare a distanza in un momento come questo.

Non sono di facilissima intuizione le caratteristiche del lavoro agile, che può interessare anche il personale ATA ai sensi del DPCM 3 novembre 2020

In particolare è una questione che riguarda i lavoratori interessati dalle zone 2 (gialla) o 3 (arancione). In queste regioni, il personale ATA potrà svolgere le proprie mansioni da casa, compatibilmente con le caratteristiche stesse del servizio svolto.

Le pubbliche amministrazioni dovranno fare in modo che il numero maggiore possibile di lavoratori possa lavorare da casa, fermo restando il riuscire a conciliare le loro mansioni con le potenzialità organizzative e con la qualità e l’effettività del servizio erogato.

Questo significa che le segreterie delle istituzioni scolastiche dovranno raggiungere per almeno la metà l’impiego in smart working, con alternanza del personale. Insomma il lavoro da casa e quello i presenza deve essere bilanciato in modo che in maniera alternativa sia garantito a tutti i lavoratori.

Il resto del personale Ata, che per la natura delle sue mansioni non può garantire la stessa occupazione da casa, dovrà continuare a svolgere la propria occupazione in presenza.

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