Organico di diritto e di fatto: quali sono le differenze?

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Parlare di organico significa occuparsi di tutto il personale che lavora all’interno dell’istituzione scolastica, ma c’è una distinzione fondamentale da fare: quella tra organico di diritto e di fatto.

Determinare l’organico è il passo iniziale, necessario per stabilire mobilità, assunzioni e la reale attivazione dell’anno scolastico. Ogni anno la definizione dell’organico viene fatta a livello nazionale e regionale, tenendo conto dell’ordinamento delle istituzioni scolastiche, dei piani di studio e degli orari e classi stabiliti dalle normative. Per la scuola secondaria di I e II grado bisogna tener conto anche dei curricula proposti da ogni istituto.

È l’Ufficio Scolastico Regionale a stabilire l’organico di ogni provincia, e poi saranno gli Uffici Scolastici Provinciali a definire la distribuzione dei posto in ogni scuola. Qui bisogna chiarire la differenza tra organico di diritto e di fatto.

Organico di diritto

Si tratta delle cattedre e dei posti del personale assegnati annualmente alle Istituzioni Scolastiche, di ogni ordine e grado, in base al numero di alunni iscritti e di classi previste. Parliamo quindi di ciò che si prevede tenendo conto delle classi create, delle iscrizioni ricevute e dei piani orari stabiliti. Quindi è il MIUR stesso a stabilire l’organico di diritto, in relazione alle esigenze manifestate dalle scuole.

Le cattedre in organico di diritto rimangono fino al 31 Agosto e possono essere:

  • cattedre occupate da personale di ruolo che ne è titolare
  • cattedre vacanti e disponibili per trasferimenti, passaggi di cattedra e passaggi di ruolo
  • cattedre vacanti e disponibili per immissioni in ruolo
  • cattedre vacanti e disponibili per incarichi annuali (che terminano sempre il 31 agosto).

Possono però crearsi situazioni di esubero o vacanza. Nel secondo caso si avvieranno procedure di trasferimento o passaggio; se rimangono cattedre vuote dopo la mobilità, verranno immessi in ruolo i docenti precari; se ancora le cattedre risulteranno vuote, subentreranno le supplenze.

Organico di fatto

Nel corso dell’anno scolastico possono esserci delle modifiche all’organico di diritto: è così che si arriva all’organico di fatto, cioè a quell’organico che consente di mettere in moto l’anno scolastico e di assicurare il funzionamento delle classi. Si realizza questa condizione in caso di:

  • richieste di trasferimenti in altra scuola da parte degli allievi
  • alunni ripetenti
  • nuove iscrizioni

In generale sono, nella maggior parte dei casi, le variazioni del numero degli alunni che portano a modificare le procedure di formazione delle classi e di conseguenza i numeri del personale scolatisco. Questi posti possono essere quindi affidati fino al 30 Giugno.

Il MIUR  dà istruzioni precise e indicazioni sull’adeguamento degli organici di diritto alle situazioni di fatto: questo è un passaggio fondamentale per l’avviamento dell’anno scolastico e l’efficienza del servizio educativo. In questo processo si tiene conto di:

  • iscrizioni definitive degli alunni, che possono determinare aumenti o diminuzioni di classi
  • richieste di part-time
  • esigenze particolari ed eccezionali

In base a questo organico di fatto, a questo aggiornamento e all’effettiva realizzazione dell’organico di diritto, si vanno a definire tutti i ruoli, la mobilità annuale del personale docente di ruolo e le supplenze: sui posti di organico di fatto non è possibile ottenere trasferimenti o passaggi di ruolo o cattedra, solo assegnazioni provvisorie e utilizzazioni, per questo sono i posti che più facilmente possono essere coperti da supplenti con incarico annuale a tempo determinato, quindi è utile monitorare sempre dove e quanti siano.

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