Maturità 2020, gli scenari se le scuole non riaprono il 3 aprile

Il mondo della scuola, come il resto dei principali settori in Italia, è paralizzato in attesa di scoprire se le misure contenitive adottate dal Governo saranno efficaci. Ora come ora la data ultima per queste misure di contenimento è il 3 aprile.

Una data che si sta avvicinando, e che sembra molto vicina in proporzione ai dati che arrivano ogni giorno dalla Protezione Civile.

Ipotizzare, con una media di 2500 nuovi contagi al giorno, le scuole possano riaprire il 3 aprile, diventa un esercizio di stile oltremodo ottimistico. Se da un lato è vero che i giovani, fortunatamente, non sono il primo bersaglio del pericoloso virus Covid 19, è altrettanto vero che i giovani stessi possono diventare pericoloso veicolo di contagio.

Senza considerare le percentuali, anche se minime, di under 60 che comunque restano vittime della polmonite.

Tutti questi elementi lasciano presagire un’estensione della chiusura delle scuole ben oltre il 3 aprile. In molti pensano che sarà necessario chiudere anche tutto maggio. Cosa che renderebbe superfluo o quasi riaprire poi in un periodo che coincide con la fine della scuola. Se per le classi intermedie si può ovviare con una chiusura anticipata dell’anno scolastico con tutti promossi, diverso è il caso di quelle classi che devono sostenere un esame, come nel caso degli esami di maturità.

Si potrebbe adottare la scelta fatta per le popolazioni colpite negli scorsi anni dai terremoti, cioè far sostenere solamente gli orali per snellire le operazioni.

Altre proposte virano sul prolungare le attività fino anche a luglio, più difficile far sostenere gli esami a settembre vista la concomitanza con il nuovo anno scolastico.

Ne sapremo di più nelle prossime due settimane.

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