Immissioni in ruolo, Ue spinge per stabilizzazione precari con 36 mesi di servizio

L’incertezza che deriva dalla gestione del mondo della scuola ai tempi del Covid, si estende sopratutto al futuro. Le caratteristiche delle immissioni in ruolo una volta terminata la pandemia, sono tutt’altro che delineate. La scelta di questo Governo di tirare dritto sul concorso scuola come unica forma di reclutamento, ha piùdi una volta sancito che la riapertura delle Graduatorie ad esaurimento resta ipotesi difficilmente percorribile.

Nonostante sindacati, forze politiche e docenti stessi spingessero per una stabilizzazione dei precari e per attingere alle graduatorie, si è preferito procedere con un concorso che è stato possibile mettere in atto, finora, solo al 60%. Inoltre non ci sono indicazioni certe che possa concludersi il prossimo anno.

Il tutto mentre in alcune province le Graduatorie ad Esaurimento (Gae) sono già state completamente esaurite. Sullo sfondo resta una quantità di precari ingente, che vive nell’incertezza.

Le linee guida attuali parlano di assunzioni a tempo determinato (al 30 giugno e al 31 agosto) dalle Gae e dalle nuove Gps, valide fino all’a.s 2021-2022 compreso.

Per le supplenze brevi c’è invece il serbatoio delle Graduatorie d’Istituto.

Solo concorso invece per le assunzioni a tempo indeterminato, che coincidono con la vera e propria assunzione in ruolo.

Il tutto in attesa che venga ratificata la stabilizzazione dei precari con almeno 36 mesi di servizio. Sarà utilizzato il meccanismo scelto per gli Ata, di graduatorie concorsuali per soli titoli e servizio, come chiesto anche dall’UE.

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