Immissioni in ruolo dell’anno scolastico 2021/22 in attesa dell’esaurimento graduatorie

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Pandemia permettendo, il Governo è al lavoro per consentire nel più breve tempo possibile il completamento delle procedure concorsuali per l’assunzione di nuovi insegnanti. Una premura ammirevole, ma che non può lasciare indifferenti coloro che aspettano ancora una chiamata, facendo parte di quelle graduatorie formatesi in virtù dei precedenti concorsi 2016 e 2018. Graduatorie che non risultano ancora esaurite.

Il timore di questi inseganti è che il loro posizionamento perda in qualche modo valore, nonostante il diritto conseguito, in virtù del formarsi di nuove categorie di aspiranti insegnanti.

Al momento coloro i quali hanno vinto o sono risultati idonei al Concorso docenti 2016 e 2018 possono stare tranquilli. La legge garantisce la loro priorità per una chiamata a prescindere dal formarsi di nuove graduatorie che potrebbero far decadere quelle attuali.

Certo è parzialmente consolatorio il sapere che resta in vigore un diritto vecchio però ormai di 5 e 3 anni. Se è vero che la chiamata arriverà, i vincitori del concorso non possono non domandarsi quando questo possa realmente avvenire.

A questi docenti si aggiungono poi quelli che si chiedono quale sarà il numero di posti disponibili per le immissioni in ruolo dell’anno scolastico 2021/22. Certezze non ce ne sono. Un calcolo approssimativo può derivare dalla somma dei posti vacanti e disponibili che si ottengono dall’anno scolastico 2020/21, cui vanno aggiunti i posti dei potenziali pensionamenti dal 1° settembre 2021.

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