Immissioni in ruolo 2021: requisiti in attesa delle novità del Governo

perdente posto che prende appunti sul suo punteggio

Il cambio di Governo porta spesso moltissime novità per quel che concerne le strategie nei vari ambiti istituzionali del nostro Paese. Non fa eccezione la scuola, che in questo momento, come molti altri settori della Penisola, si trova a vivere una sorta di paralisi dovuta all’emergenza sanitaria.

Lo sforzo per completare il concorso straordinario, propedeutico agli altri in programma, è evidente. Ma è altrettanto evidente l’impossibilità di sbloccare del tutto la situazione. Senza considerare poi che siamo comunque al cospetto di un Governo tecnico, la cui durata è tutta da verificare.

Al momento per ambire a ottenere una cattedra è necessario possedere una laurea, che sia del vecchio ordinamento oppure specialistica/magistrale. E’ un requisito che però in alcuni casi non risulta indispensabile: per alcuni casi può bastare il diploma specifico. E’ il caso, ad esempio, degli aspiranti docenti di scuola dell’infanzia e primaria. Chi invece ambisce a diventare insegnante di sostegno, deve disporre della relativa specializzazione.

Tema sempre spinoso quello dei 24 CFU, richiesti per la scuola secondaria. Requisito richiesto anche nel caso in cui ci si voglia iscrivere nelle graduatorie d’istituto e nelle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS), oltre che per partecipare al concorso ordinario.

Il passo successivo è quello di inserirsi nelle GPS o nelle graduatorie d’istituto di III fascia. Le immissioni in ruolo avvengono per metà dalle graduatorie ad esaurimento e per metà attraverso i concorsi.

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