Il ruolo degli educatori professionali nelle scuole

educatore-professionale-scuola

Oltre all’insegnante di sostegno esiste un’altra figura fondamentale per gli allievi svantaggiati, in grado di offrire un’assistenza specialistica: parliamo degli educatori professionali.

Chi è l’educatore

L’educatore lavora per recuperare e reinserire socialmente persone in difficoltà e in situazioni di disagio, che vivono per questo ai margini della società.

Con questa definizione piuttosto forte si caratterizza il ruolo di questo professionista, che lavora solitamente con soggetti portatori di handicap psichici o fisici (adulti e minori), persone con problemi di dipendenza, anziani e anche detenuti.

Esistono quindi due diverse strade per l’educatore, quella che lo vede agire nell’ambito sanitario e quella che lo colloca nell’ambito formativo: proprio quest’ultima è quella che interessa a noi. Le situazioni e le problematiche con cui deve confrontarsi questa figura sono varie e piuttosto complesse, per questo la vediamo lavorare in team, accompagnata da psicologi, assistenti sociali e insegnanti di sostegno.

L’obiettivo finale è il recupero delle potenzialità dell’allievo e il raggiungimento di livelli sempre più avanzati di autonomia, collaborando con la famiglia e il contesto sociale.

Per diventare Educatore Professionale bisogna avere una Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione – Educatore Professionale Sociale, Educatore Nido, Formatore Continuo (Classe L19): durante il percorso universitario ci sono diverse ore di tirocinio per fare esperienza sul campo. Se si ha questo titolo è possibile esercitare la professione.

Cosa fa l’Educatore a scuola

Il posto dell’educatore viene spesso occupato impropriamente da psicologi, sociologi o operatori senza titoli: si tratta di una grave mancanza, non solo nei confronti di una professione altamente specializzata e che richiede una qualifica, ma anche nei confronti degli utenti finali, gli alunni.

Infatti, come possiamo leggere nelle linee guida della Regione Lazio sul tema:

L’assistenza specialistica è funzionale ai processi di apprendimento e alla socializzazione dell’alunno con disabilità ed interviene per potenziare le capacità dello studente in ambiti quali l’autonomia e la gestione degli aspetti cognitivi e relazionali. L’assistente specialistico integra la propria attività a quella di altre figure (docenti curriculari, insegnanti di sostegno e personale ATA), non sovrapponendo compiti e funzioni ma valorizzando i diversi ambiti di competenza.

In particolare, le funzioni dell’educatore sono:

  • collaborazione alla stesura e aggiornamento del Piano Educativo Individualizzato e partecipazione a tutti i momenti di lavoro di équipe della scuola;
  • programmazione, realizzazione e verifica di interventi quanto più integrati con quelli educativi e didattici dei docenti, attraverso la collaborazione con insegnanti curriculari e di sostegno, e con la classe;
  • supporto dell’alunno nelle sue difficoltà e promozione della sua autonomia, proponendo strategie per perseguire le finalità formative e di sviluppo complessivo della persona;
  • spinta verso la socializzazione con gli altri alunni, mettendo in atto la cultura dell’inclusione;
  • interventi coordinati tra servizi scolastici e servizi sanitari, socio-assistenziali, culturali, ricreativi, sportivi e altre attività sul territorio, gestiti da enti pubblici e privati, in coerenza con quanto formulato nel PEI e in considerazione del più generale progetto di vita dello studente;
  • collaborazione con le famiglie e promozione di relazioni efficaci con esse;
  • realizzazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro e progetti ponte per l’uscita dal percorso scolastico.

Un ruolo quindi coordinato, di completamento rispetto a quello di docenti e di altri operatori scolastici, che richiede competenze specifiche e titoli adeguati.

Attenzione!

Specifichiamo che non si tratta di un profilo previsto, per ora, nel contratto del settore scuola: di conseguenza non dà punteggio e di solito non sono le scuole ad assumere direttamente. La figura non è da confondere con quella del personale educativo che opera nelle scuole con annesso convitto, questa invece come sappiamo afferisce direttamente al CCNL scuola.

Candidarsi con la MAD

Se sei un Educatore Professionale, e non lavori con Cooperative e Associazioni, puoi proporti alle scuole sottolineando la tua mansione, attraverso la MAD: ti basta visitare il portale MadOnline.

In pochi click redigerai la tua domanda, selezionerai le scuole a cui sei interessato e invierai loro la tua candidatura in modo sicuro e veloce, anche tramite PEC. In questo modo potrai ottenere una supplenza andando a ricoprire questo posto così importante e delicato.

Prova subito MadOnline!

Ti è piaciuto il nostro articolo?

Per continuare a rimanere aggiornato su tutte le novità del mondo del lavoro nelle scuole, iscriviti alla nostra newsletter cliccando qui e metti mi piace alla nostra pagina di Facebook. :-)




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *