Disturbi Specifici dell’Apprendimento: di cosa si tratta? – seconda parte

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Continua l’approfondimento del Prof. Filiberti su quelli che vengono definiti come Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA): parliamo di disgrafia.

La Disgrafia

È un disturbo della scrittura e consiste nell’avere difficoltà a scrivere sia segni grafici che numerici, il cui tracciato appare incerto, irregolare e illeggibile.

Tale problema emerge nel bambino dopo i primi anni di scuola primaria (in genere attorno alla terza elementare) perché inizialmente si confonde lo sforzo e il disordine nella scrittura con la fatica dell’apprendimento.

È dovuta ad un deficit di coordinazione motoria che rende difficoltosi movimenti tesi ad un determinato fine, oppure ad una “laterizzazione incompleta”: ossia al mancato completamento del processo che è alla base della coordinazione mano-occhio che consente movimenti sincroni e precisi come quelli della scrittura.

Esistono diversi tipi di disgrafia:

  1. Disgrafia lessicale: la scrittura spontanea è illeggibile specialmente se il testo è complesso. La capacità di scrivere testi dettati oralmente è scarsa ma il disegno e la copia dei testi sono relativamente normali. La velocità della capacità motoria fine è anormale.
  2. Disgrafia motoria: sia lo scritto spontaneo che la copia dei testi sono illeggibili. La capacità di scrivere sotto dettatura può essere normale ma il disegno è problematico.
  3. Disgrafia spaziale: La calligrafia è illeggibile in tutti gli scritti (spontaneo e copiato). Lo spelling orale è normale ma il disegno è molto problematico.

I sintomi

La mano del bambino disgrafico scorre con fatica sul piano della scrittura e l’impugnatura della penna spesso è scorretta. Il bambino, inoltre, non rispetta i margini del foglio, lascia spazi irregolari tra i grafemi e tra le parole, non segue la linea di scrittura e procede in “salita” o in “discesa” rispetto al rigo.

La pressione della mano sul foglio non è adeguatamente regolata: alcune volte è eccessivamente forte e il segno lascia un’impronta marcata anche nelle pagine seguenti del quaderno, altre volte, invece, è debole e la grafia è svolazzante. Sono frequenti anche le inversioni nella direzione della scrittura ossia che il bambino procede da destra verso sinistra.

Il livello di sviluppo del disegno è spesso inadeguato all’età: la riproduzione degli oggetti o la copia di immagini è molto generica.

Riguardo alla scrittura invece possiamo rilevare molteplici problemi, quali:

  • Le dimensioni delle lettere non sono rispettate: la forma è irregolare, l’impostazione è invertita, il gesto è poco fluido, ecc…
  • La scrittura risulta incomprensibile al bambino stesso, il quale non può neanche individuare e correggere eventuali errori ortografici;
  • Il ritmo della scrittura è alterato: il bambino può scrivere con velocità eccessiva o con estrema lentezza ma la sua mano esegue movimenti a “scatti” con frequenti interruzioni e le forme grafiche sono frammentate.

Il ruolo della famiglia

Il bambino disgrafico possiede livelli di autonomia quotidiana piuttosto bassi in relazione alla sua età: le difficoltà di coordinazione dinamica e visivo-motoria interferiscono nelle sue prestazioni che risultano goffe, impacciate, lente e imprecise.

I genitori, spesso, sono portati ad anticipare le azioni ed a eseguirle al posto del bambino e questo il più delle volte si ripercuote in modo significativo sull’autonomia personale.

La famiglia può collaborare permettendo al bambino la conquista graduale di nuove competenze legate all’autonomia personale, evitando così che egli possa sentirsi un incapace non solo in ambito scolastico ma anche nella quotidianità.

Qualche raccomandazione

Il lavoro sulla grafia dev’essere costantemente abbinato ad attività di lettura e di ortografia: è, quindi, consigliabile proporre esercizi di scrittura ed esercizi fonologici, metafonologici e di decodifica.

Le attività vanno periodicamente riproposte al bambino disgrafico in quanto le sue acquisizioni procedono con lentezza; il suo processo grafo-motorio ha bisogno di essere sollecitato, incoraggiato e gratificato affinché egli sia fortemente motivato e le sue conquiste permangano nel tempo.

a cura del Prof. Avv. Vincenzo Filiberti

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