Diplomati magistrali fuori da GaE: chi non supera il concorso straordinario?

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Il Miur sta comunicando agli uffici scolastici regionali, con una circolare ministeriale, la revoca delle immissioni in ruolo di quei diplomati magistrali che hanno ricevuto sentenza negativa da parte del Consiglio di Stato.

Le immissioni in ruolo dovranno essere trasformate in supplenze annuali fino al 20 giugno 2019. Una sentenza che di fatto li estromette dalle GaE.

Uffici regionali al lavoro

Il Ministero in queste ore sta provvedendo a istruire gli uffici competenti circa la necessità di:

una sollecita ricognizione dei destinatari delle sentenze entro 120 giorni decorrenti dalla data di comunicazione del provvedimento giurisdizionale al Ministero dell’Istruzione, Università e ricerca.

Cosa dovranno fare ora gli Usr?

Sempre secondo quanto descritto nella circolare di riferimento, dovranno procedere:

alla conversione, in ragione delle medesime esigenze di continuità da assicurare nelle classi, del contratto a tempo determinato di durata annuale (fino al 31 agosto 2019) a suo tempo stipulato a seguito di pronunce non definitive, in contratto a tempo determinato con termine finale non posteriore al 30 giugno 2019.

Il concorso straordinario non basta

Per i docenti assunti a tempo indeterminato adesso scatta la trasformazione del contratto in corso con contratti a tempo determinato. Invece i docenti titolari di supplenza annuale dovranno stipulare contratti a tempo determinato con scadenza 30 giugno.

Questo provvedimento fa il paio con l’avvio del concorso di qualche giorno fa per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria.

Ora però c’è da fare i conti con numeri che rischiano di non tornare. Il concorso straordinario dovrebbe immettere in ruolo solo 12mila maestri. Tra questi i candidati con diploma magistrale sono solo una parte. Sono diplomati magistrali che hanno conseguito il titolo entro l’anno scolastico 2001/2002.

Il resto dei candidati al concorso, riservato a chi è in possesso del requisito di abilitazione ed ha svolto almeno due anni di servizio, saranno quelle decine di migliaia di laureati in Scienze della Formazione Primaria.

Il piano B per gli esclusi

Cosa ne sarà allora di quei 40mila diplomati magistrali in attesa di stabilizzazione che non riusciranno a trovare occupazione?

Non vanno dimenticati anche gli immessi in ruolo con riserva nell’ultimo biennio arrivati a quota 10 mila.

Di positivo per loro ci dovrebbe essere il punteggio maggiore derivante dalla già avvenuta assunzione a tempo indeterminato. Ma posto per tutti non c’è.

Una soluzione sarebbe la partecipazione al concorso ordinario, di cui si parla ma del quale non c’è ancora certezza per quel che riguarda la data. Ma anche in questo caso i diplomati magistrali dovrebbero concorrere con tutti gli altri candidati, laureati senza abilitazione.

I sindacati in questo senso stanno vigilando.

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