La didattica capovolta: ruoli, vantaggi e svantaggi – prima parte

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Nell’articolo di oggi parliamo di didattica capovolta, un modo rivoluzionario di intendere il lavoro in classe e il rapporto tra docenti e alunni.

Cos’è la didattica capovolta

In ambito educativo, con il termine didattica “capovolta” – o scuola capovolta o, anche, insegnamento capovolto – ci si riferisce a:

una forma di apprendimento ibrido che ribalta il sistema di apprendimento tradizionale fatto di lezioni frontali, studio individuale a casa e interrogazioni in classe, con un rapporto docente-allievo piuttosto rigido e gerarchico.

I fondatori della didattica capovolta sono due americani: Jonathan Bergmann e Aaron Sams, che insegnavano in una high school, autori del libro “Flip Your Classroom: Reach Every Student in Every Class Every Day” edito negli Stati Uniti nel 2012. A partire dal loro manuale e dai siti web della loro associazione, il flipped learning sta crescendo in modo esponenziale in tutto il mondo.

Il primo passo per la costruzione di un insegnamento nuovo fu la registrazione di una lezione e la condivisione con i loro studenti su un grande sito di condivisione video come Youtube.
In questa maniera Jonathan Bergmann e Aaron Sams avevano appena creato la flipped classroom. I loro studenti che erano mancati a scuola seguirono da casa la lezione registrata ed arrivarono in classe già preparati, pronti per fare esperienze laboratoriali e con quesiti che approfondivano quanto avevano visto il giorno prima.

Nel 2014 è nata in Italia l’associazione FLIPNET, formata da tutti gli insegnanti che praticano la didattica capovolta: questo il sito Internet!

Rompere gli schemi

L’evoluzione tecnologica e la veloce diffusione del web hanno reso sempre più profondo il distacco tra il mondo scolastico classico, dove l’insegnante aveva un ruolo centrale nel processo di insegnamento-apprendimento, e i nuovi desideri, esigenze e bisogni degli studenti e delle loro famiglie.

La “didattica capovolta” è nata, quindi, dall’esigenza di rendere il tempo-scuola più produttivo e funzionale alle necessità di un mondo della comunicazione radicalmente mutato in pochi anni.

Un nuovo modo di fare lezione, più efficace per il raggiungimento degli obiettivi didattici e più efficiente nella gestione del carico cognitivo e delle energie di tutti che mette in discussione la sacralità della lezione tradizionale come pilastro della didattica contemporanea.

Con il flipped learning il ciclo dell’apprendimento inizia a casa e non a scuola, dove lo studente utilizza brevi ed efficaci video-lezioni (o altro materiale didattico appropriato) trovando da solo il ritmo di studio con il proprio computer, tablet, lettore mp3 o cellulare.

L’adozione di questo modello capovolge lo schema rigido della didattica classica, costruendo uno spazio in cui le nuove tecnologie entrano a far parte dell’esperienza quotidiana divenendo uno strumento utile per alunni e insegnanti.

L’idea dell’insegnamento capovolto, tanto semplice quanto rivoluzionaria, è quella di fare in modo che i ragazzi possano studiare i video prima della lezione; questo spazio temporale può essere utilizzato per rispondere alle loro domande, per organizzare lavori di gruppo e per tante altre attività.

a cura del Prof. Avv. Vincenzo Filiberti

Continua a seguirci per leggere la seconda parte del contributo!

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