Didattica a distanza, il ministro Azzolina teme il “disastro psicologico”

Nonostante l’evidenza della drammatica piega che sta prendendo la curva pandemica in Italia, la ministra Azzolina continua a difendere strenuamente la sua convinzione relativa alla necessità di lasciare aperte il più possibile le scuole.

I dati relativi ai contagi nel mondo della scuola sono discordanti. Sta diventando difficile capire se davvero la scuola rappresenta un rischio per la diffusione del virus. Quel che è certo è che l’apertura delle scuole comporta anche un sovraffollamento dei mezzi pubblici, dove non è possibile vigilare come invece viene fatto regolarmente nelle aule.

Il ministro Azzolina parla di una percentuale di del 3,5% di focolai rispetto a tutto il Paese, percentuale rassicurante che potrebbe consentire il normale svolgimento delle lezioni in presenza. La didattica a distanza, invece è tornata a caratterizzare gran parte delle lezioni.

Attualmente molte delle classi sono divise a metà, tra alunni in presenza e altri che seguono, spesso con molta difficoltà, le lezioni da casa. Insomma è evidente la corrente di pensiero del Ministro Azzolina discordante rispetto a quella dei Dpcm del premier Conte, che resta convinto della necessità di ridurre il rischio chiudendo le scuole.

Per il Ministro Azzolina, con la chiusura delle scuole, “rischiamo un disastro dal punto di vista psicologico, dello sviluppo formativo, sociologico, educativo di un bambino”. Ma la sensazione è che almeno fino a fine anno non si potrà fare altrimenti.

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