Contagi in aumento, mascherina fuori dalle scuole difficile da gestire

La risalita dei contagi secondo molti virologi è legata a doppio filo con la riapertura delle scuole, ma non tanto in relazione a ciò che avviene in classe, quanto a ciò che avviene fuori. Se all’interno degli istituti, si può ragionevolmente pensare che le distanze di sicurezza e l’uso delle mascherine siano protocolli rispettati, grazie alla vigilanza di insegnanti e personale Ata, il vero rischio contagio riguarda ciò che avviene all’entrata e all’uscita delle scuole.

Gli assembramenti sono inevitabili, e la voglia di socializzare dei ragazzi stride con la necessità di mantenere distanziamento sociale e uso della mascherina continuativo. Le nuove indicazioni del governo, che saranno contenute nel nuovo Dpcm vanno proprio in questo senso:

  1. gli assembramenti al di fuori degli edifici scolastici saranno vietati;
  2. l’uso della mascherina sarà esteso anche al perimetro esterno alla scuola.

Ci si domanda come si potrà controllare una situazione simile, e se è ipotizzabile introdurre delle sanzioni a ragazzi che spesso contravverranno a queste indicazioni, che potranno avere anche 12-13 anni.

Chi vigilerà all’uscita della scuola, e per un raggio di quanti metri la scuola stessa avrà potere di controllo? Il resto spetterà alle forze dell’ordine. Sicuramente non avranno vita facile nel gestire centinaia di ragazzi o di bambini, soprattutto all’ora di uscita, in ordine sparso.

I virologi si interrogano su quale possa essere il reale motivo della risalita dei contagi. Si pensa alla riapertura delle scuole e dei posti di lavoro. Non bisogna però dimenticare che la scorsa estate i protocolli sono stati spesso disattesi, e non hanno portato a un boom come invece si temeva. Capire dove avviene la diffusione del virus sarà fondamentale.

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