Chiamata diretta e MAD: facciamo chiarezza

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Il Ministro Bussetti ha dato il via alla procedura per l’eliminazione della chiamata diretta, ma questo compromette anche la possibilità di candidarsi tramite MAD? Ne parliamo in questo articolo.

L’eliminazione della chiamata diretta

Il neoeletto ministro dell’istruzione Marco Bussetti, non ha disatteso le aspettative degli elettori ed ha iniziato il suo mandato siglando in data 26 giugno 2018 l’accordo sindacale che di fatto elimina l’istituto, tanto discusso, della chiamata diretta.

Tale accordo, di cui risultano firmatari molti dei sindacati maggiormente rappresentativi, CGIL, UIL, CISL e Gilda, toglie, dalle mani dei dirigenti scolastici, il potere loro attribuito dalla legge 107/2015, ossia quello di convocare all’interno della propria scuola gli insegnanti senza di fatto utilizzare criteri totalmente oggettivi e trasparenti e che quindi garantisce al dirigente stesso l’uso di particolare discrezionalità nella scelta dei docenti.

L’intervento attuato, tuttavia, non abroga definitivamente la norma che comunque resta in vigore fintanto che non venga emanato un intervento legislativo, ma è sicuramente un primo fondamentale passo verso una maggiore trasparenza di convocazione.

Qualche chiarimento

Questo provvedimento, comunque non riguarda ogni tipo di convocazione dei docenti. 

La chiamata diretta infatti è una modalità di assunzione dei docenti neo immessi in ruolo che si trovano a dover affrontare le tortuose procedure di assegnazione nell’ambito territoriale.

Con la nuova modalità di assunzione, per il passaggio dall’ambito territoriale alla scuola, ad avere la priorità nella scelta, saranno i docenti che hanno chiesto ed ottenuto il trasferimento secondo quanto previsto dal Contratto di Mobilità, successivamente, si procederà all’attribuzione delle scuole per punteggio: i docenti con punteggio più elevato, saranno i primi a poter scegliere la scuola di assegnazione a partire da quella scelta su Istanze Online, che, se manca, sarà considerata quella capofila nell’ambito di cui il docente è titolare.

La chiamata diretta era quindi lo strumento con cui i dirigenti convocavano i docenti da graduatoria senza però rispettarne obbligatoriamente l’ordine, ma valutando il curriculum dell’insegnante. La MAD, la domanda di messa a disposizione con cui i docenti e gli aspiranti tali si candidano per eventuali supplenze, è lo strumento di convocazione fuori graduatoria.

A graduatorie esaurite, quindi, i dirigenti potranno liberamente attingere alle domande di messa a disposizione per coprire tutti gli eventuali posti vacanti.

Ha ancora senso usare la Messa a Disposizione?

L’abolizione della chiamata diretta non vieta, dunque, in alcun modo l’invio delle MAD: i docenti restano liberi di candidarsi in tutte le scuole di proprio interesse, al fine di ottimizzare le probabilità di convocazione e quindi di ottenere supplenze, e le scuole mantengono l’onere di coprire le cattedre che restano vuote ricorrendo, ove necessario, anche alle candidature liberamente presentate dai docenti.

Se quindi vuoi provare ad entrare nel mondo della scuola, invia la tua domanda di messa a disposizione in tutte le scuole d’Italia. 

L’abolizione della chiamata diretta non sarà un limite alle tue possibilità di convocazione: cambia solo il modo di attribuzione delle cattedre a monte, non quello di copertura dell’intero organico per l’intero anno scolastico.

Se vuoi risparmiare tempo ed inviare la tua MAD in quante più scuole possibili presentando una candidatura professionale, prova MAD Online, l’unica piattaforma italiana pensata per te e le tue ambizioni. Clicca qui!

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