Assunzioni 2020, mancano 50mila docenti nel mondo alla scuola

In attesa di capire quando e soprattutto come riapriranno le scuole a settembre (con gli esami di maturità che a breve inizieranno) è importante per la scuola risolvere con autorevolezza le perplessità sulle modalità di immissione in ruolo dei docenti per l’anno scolastico 2020/21.

Il primo obiettivo del Miur sarà quello di integrare a livello numerico i docenti, attualmente deficitario di oltre 25mila posti.

Dodici mesi fa il disavanzo tra nomine e assunzioni superò infatti il 50%, con tutte le conseguenze negative che si possono immaginare sul mondo della scuola per personale stesso e soprattutto alunni.

A tutto ciò bisogna aggiungere l’ingente numero di insegnanti che con l’attuale anno scolastico concluderanno la loro carriera, andando in pensione e lasciando vacanti circa 30mila ulteriori posti .

Analizzando questi dati, la stima complessiva si aggira a qualcosa come 50mila posti vacanti.

Ipotizzare che di qui a settembre il ministero, tra concorsi e nomine, riesca a colmare un vuoto simile è utopistico, la speranza è che venga fatto il possibile per riuscirci almeno parzialmente.

Anche per il prossimo anno, per le immissioni in ruolo si attingerà per metà dalle Graduatorie a esaurimento, e per la restante metà dalle graduatorie di merito.

C’è una lunga fila di aspiranti insegnanti che aspettano di iniziare a lavorare dopo aver partecipato ai concorsi del 2016 e del 2018.

 

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