Aiuti economici alla scuola: l’emergenza virus dà una spinta all’istruzione

Da più parti l’auspicio è che l’emergenza coronavirus possa servire, al netto della tragedia umana, economica e sociale che ha colpito il nostro Paese, a dare una sorta di “sveglia” utile a sanare alcuni settori del nostro territorio da troppo tempo vessati da poca attenzione e scarso impiego di risorse.

Facile pensare al settore sanitario, il più direttamente coinvolto e messo allo scoperto dall’emergenza virus. Meno scontato riflettere sulla situazione di settori come la scuola, negli ultimi anni ai margini degli investimenti governativi e bisognosa di una profonda riforma dal punto di vista strutturale ed economico.

Qualcosa sembra muoversi, in attesa di capire se e come le lezioni possano riprendere a settembre. In questo senso, infatti, sembrano andare i 331 milioni di euro che saranno a disposizione delle istituzioni scolastiche come incremento del fondo già disponibile.

Lo scopo è garantire la ripresa ottimale dell’attività scolastica e, soprattutto, fare in modo che questo avvenga nella più totale sicurezza. L’aumento è relativo a tutto il 2020.

Ma le misure non si fermano qui, considerato che in totale si parla di un miliardo in due anni per l’Istruzione, considerati i 600 milioni previsti per il prossimo anno.

L’attenzione non si limita solo al mondo della scuola in senso stretto, ma in generale al sistema educativo in virtù dei 65 milioni che saranno messi a disposizione per strutture come gli asili nido.

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