Adolescenti e problemi scolastici – seconda parte

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Continua l’approfondimento del Prof. Filiberti su un tema tanto delicato come quello dell’adolescenza e della sua influenza sui risultati scolastici.

Abbiamo già parlato dei compiti dei genitori in questa fase della vita nella prima parte dell’approfondimento, ma qual è la posizione della scuola? I due sistemi vanno integrati?

La scuola è un punto di socializzazione, un luogo nel quale si possono sviluppare contemporaneamente aspetti cognitivi, emotivi e relazionali. A scuola i ragazzi possono incontrare modelli adulti differenti e, soprattutto, confrontarsi coi coetanei in un contesto protetto.

Dall’appartenenza scolastica deriva il ruolo sociale attribuito a chi attraversa l’adolescenza: il ruolo di studente.

La scuola è vista dai ragazzi come un mezzo utile per arrivare all’inserimento lavorativo e per l’emancipazione personale, ma è anche considerata uno dei percorsi più difficili da affrontare.

Il rapporto con gli insegnanti

Uno degli aspetti più importanti è la natura della relazione tra insegnanti e studenti.

Gli insegnanti, come detto sopra, sono dei modelli adulti differenti da quelli genitoriali, perciò molto utili per allargare le alternative di scelta con cui identificarsi.

Un altro aspetto importante è che i ragazzi mettono in atto le prime trasgressioni verso le regole istituzionali: assenze all’insaputa dei genitori, fumare in bagno, non fare compiti, ecc., e grazie a questo imparano anche a conoscere e subire le sanzioni legate alla violazione delle prime regole sociali.

La scuola, essendo un contesto nel quale si costruiscono relazioni sociali, spesso diventa il luogo nel quale i ragazzi manifestano il loro disagio.

Il disagio scolastico è un fenomeno legato alla scuola e si esprime in una varietà di situazioni problematiche che possono causare insuccesso scolastico e disaffezione alla scuola: appare dunque chiaro come una situazione di disagio scolastico non sia da trattare come un problema dell’alunno ma come una condizione di difficoltà di tutti i componenti del sistema di cui il ragazzo è parte integrante.

Scuola e famiglia

Se la scuola e la famiglia collaborano il ragazzo si sentirà protetto e, anche se mette in atto modalità di contestazione, avrà la certezza che c’è qualcuno che si preoccupa per lui e che ci tiene al suo futuro.

Se, invece, non c’è collaborazione tra scuola e famiglia è molto probabile che di fronte ad una difficoltà il ragazzo tenderà a deresponsabilizzarsi e attribuire la causa dei problemi alla scuola, soprattutto agli insegnanti.

In questi casi è importante che i genitori siano capaci di ascoltare e rispettare la personalità dei figli, cercando di comprendere le difficoltà che stanno vivendo.

È corretto anche non focalizzarsi solo sulla scuola perché per gli adolescenti è importante sentirsi presi in considerazione dai propri genitori nella propria totalità e non solo in quanto studenti.

Un altro aspetto fondamentale è provare a costruire un dialogo costruttivo con gli insegnanti a favore del benessere dello studente: se tale aspetto viene a mancare o, in alcuni casi, si verifica un irrigidimento delle proprie posizioni con conseguente chiusura da entrambe le parti non gioverà al rendimento scolastico del ragazzo, anzi sarà lui a farne le spese.

È importante che ci sia una collaborazione attiva e continua tra la scuola e la famiglia proprio per favorire un lavoro di sostegno e orientamento che può aiutare da un lato il ragazzo a chiarirsi le idee e capire cosa vuole fare davvero e, dall’altro lato anche i genitori a fidarsi con più serenità delle scelte dei propri figli.

a cura del Prof. Avv. Vincenzo Filiberti

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