Abilitazione all’insegnamento: il peso dei 24 Cfu

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Una decisione della giustizia italiana va a costituire un importante precedente che certamente farà giurisprudenza e influenzerà in futuro quella che è diventata una importante questione, comune a molti soggetti, riguardante il mondo della scuola e in particolare l’annosa vicenda relativa ai 24 Cfu correlati alla necessità di inserimento nella graduatorie di seconda fascia.

L’importanza della sentenza emessa dal tribunale di Roma si capisce meglio se si considera l’elevato numero di ricorsi da parte di coloro i quali sono coinvolti in vicende analoghe. In virtù di questa decisione diventano equiparabili i requisiti classici per poter accedere all’intero pacchetto di concorsi per diventare insegnante, con la conseguenza che i 24 Cfu appaiono sullo stesso piano dell’abilitazione.

Quindi coloro che hanno ottenuto Pas, Tfa e SSIS possono ritenersi sullo stesso piano di tutti quelli che hanno conseguito i 24 Cfu. Una bella grana per il Ministero, considerato che non pochi sono coloro i quali si erano visti chiudere precedentemente le porte per una contestazione simile, e che adesso forti della sentenza emessa dal Tribunale potranno far valere le loro ragioni per accedere ai sistemi di reclutamento insegnanti.

E’ bene specificare che l’apertura del tribunale alla partecipazione ai concorsi di coloro i quali rientrano nella fattispecie, non si allarga all’accesso alle graduatorie di seconda fascia, ed è qui che si innesca il corto circuito regolamentare, dal quale non si intravede una semplice via di uscita, considerato che si basa su direttive imposte a livello europeo.

Dal tribunale arriva comunque un punto fermo: il diploma di laurea e il contemporaneo possesso dei 24 Cfu sono a tutti gli effetti titolo abilitante all’insegnamento.

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